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La mano dell'uomo, la forza della natura. Emozioni nella valle dell'Ambra
La promozione del territorio passa anche attraverso la documentazione e la valorizzazione di coloro che vivono e lavorano in questi luoghi.
la mostra nasce come naturale evoluzione e complemento del nuovo volume di promozione turistica "Bucine e le sue valli". Una mostra che racconta sì le bellezze della Valdambra ma anche i "segni" lasciati dall'uomo nel corso di una storia millenaria, fino ad arrivare ai tempi moderni con l'intento di valorizzare tutti coloro che operano nel territorio, con un occhio di riguardo sia all'innovazione che alla salvaguardia delle tradizioni e del patrimonio culturale di una comunità.
Anche un gesto quotidiano può assumere un tono poetico è questo il messaggio che cerca di veicolare attraverso le immagini il giornalista e fotografo Fulvio Bernacchioni.
Spazio quindi alla paesaggistica ed alla bellezza delle colline che circondano la Valdambra ma non solo. Una sezione della mostra è infatti dedicata alla "mano dell'uomo", metafora che ben descrive la filosofia dell'autore: documentare in senso positivo le trecce lasciate nell'ambiente dall'attività umana e catturare attimi che documentino il lavoro di tante persone che ogni giorno contribuiscono a rendere accogliente questa terra. Con questa mostra l'autore torna ad affrontare il tema della cosiddetta "Toscana minore", ovvero quella distante dalle grandi ed affollate città d'arte dove tutto si svolge a ritmi più frenetici, per cercare di recuperare con le immagini una dimensione più umana della vita e dello scorrere del tempo. Un tema che l'autore aveva già affrontato nel volume fotografico e nella mostra "Frammenti di Toscana". Al fine di coniugare l'aspetto artistico dell'iniziativa con la necessità di promuovere il territorio la mostra è stata pensata come itinerante. L'inaugurazione si svolgerà il 23 maggio al Teatro Comunale alle 18 in occasione della manifestazione Bucine in Fiore.
Dal 21 giugno invece le foto saranno visibili nello stupendo scenario del chiostro della Badia a Ruoti.
Comune di Bucine
Provincia di Arezzo
Assessorato all'Ambiente, Turismo ed Attività Produttive
Mostra fotografica
di Fulvio Bernacchioni
Bucine - Teatro Comunale
23 maggio 2010 – 20 giugno 2010
Badia a Ruoti - Chiostro dell'abbazia
21 giugno - 4 luglio 2010
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Dal tramonto all'alba. Luci estreme in terra di Arezzo
Foto di Fulvio Bernacchioni
Possono esserci vari modi di valorizzare un territorio. Vi sono mezzi ed immagini istituzionali che funzionano bene per la comunicazione tradizionale; ma tra le varie possibilità esiste anche un sistema non convenzionale: una lettura in chiave artistica del territorio, alla ricerca di sensazioni estreme sollecitate dai luoghi, dall'arte, dalla natura, dallo scorrere del tempo e delle stagioni. Le immagini devono trasmettere emozioni ed è questo l'intento di Fulvio Bernacchioni che ha cercato di fissare quelle emozioni provate nell'osservare la perenne mutazione dei paesaggi e delle città al cambiare della luce.
“Dal Tramonto all'Alba, luci estreme in terra di Arezzo” rappresenta il tentativo di promuovere il territorio dando libero sfogo alla fantasia, alla poesia intrinseca che si può ritrovare in certe ore del giorno o meglio della notte, oppure al verificarsi di certi eventi atmosferici. Così anche la storia, l'architettura e addirittura il folklore divengono il pretesto per immortalare un territorio sotto una luce diversa, che tutti potrebbero vedere, ma che in pochi hanno visto.
L'autore ha già affrontato il tema della fotografia paesaggistica in modo, per così dire, convenzionale nel volume “Frammenti di Toscana” ma in questo caso è andato oltre, alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi. D'altro canto non è la prima volta che Bernacchioni affronta argomenti difficili da rendere per immagini. Pensiamo ad esempio alla mostra “Il tempo rubato”, dedicata alle vittime delle guerre e presentata lo scorso anno. Per un certo verso con la mostra “Dal Tramonto all'Alba” l'autore è tornato alle origini esplorando però il territorio attraverso un percorso narrativo che si muove sulle ali della poesia.
L’Assessore ai Beni e Attività Culturali, Istruzione e Turismo
Emanuela Caroti
"Il ruggito" (AR) - Dalla mostra
"Dal tramonto all'alba- Luci estreme in terra di Arezzo"
La mostra è promossa dalla Provincia di Arezzo, Assessorato alla Cultura e Presidenza del Consiglio provinciale.
4 Aprile - 3 Maggio 2009 - Palazzo della Provincia - Atrio d'Onore
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"Il tempo rubato" - Mostra fotografica di Fulvio Bernacchioni
BUCINE (AR) - Non è impresa di poco conto trasmettere “la memoria”, intesa come contenitore di fatti storici, attraverso l'espressione fotografica. Non è facile soprattutto quando certi travagliati e funesti eventi che hanno purtroppo scandito la storia del XX secolo sono evocati da cippi in pietra, lapidi e qualche monumento, anche di notevole valore artistico, che ricorda il sacrificio di coloro che hanno pagato con la vita la follia della guerra. Per trasmettere alle giovani generazioni quei frammenti di storia che non si leggono sui libri di scuola ma che hanno segnato la vita di migliaia di persone il Comune di Bucine (AR) ha lanciato un progetto “Memoria” per ricordare ai ragazzi di oggi le tante, troppe persone, che non hanno avuto un futuro a causa delle rappresaglie naziste del 1944.
In questo contesto si inserisce la mostra “Il tempo rubato”. Una raccolta di immagini che il giornalista e fotografo Fulvio Bernacchioni ha voluto dedicare ai caduti nelle due Guerre Mondiali ed ai civili massacrati in un periodo in cui la ferocia aveva preso il sopravvento sull'intelletto umano.
Un argomento delicato quello da affrontare che presentava numerose incognite. Una fra tutte quella sul come trasmettere, a distanza di oltre sessanta anni dai fatti, lo sdegno per le troppe vittime della guerra, lasciando però aperta una porta alla speranza che il futuro non ci riservi più tragedie come queste..
Due le fasi attuative del progetto; una prima ricognizione sul territorio ed un successivo lavoro in studio per realizzare immagini non solo documentarie ma anche dal carattere evocativo in grado di sollecitare i sentimenti ed indurre alla riflessione sugli aspetti più tristi della storia del Novecento.
La mostra, organizzata in collaborazione con l'assessorato alla cultura del Comune di Bucine, verrà inaugurata il 29 giugno 2008 e rimarrà aperta fino al prossimo 29 luglio.
Per informazioni: Comune di Bucine - Ufficio Cultura tel. 0559912766 e-mail t.tinozzi@comune.bucine.ar.it
Maggio 2008
Montevarchi (AR) - "L'ultimo raggio di luce"
In ricordo di coloro che perirono nei campi di concentramento
Maggio 2008
Vittorio Sgarbi ed "Il Cassero per la scultura"
MONTEVARCHI (AR) - “Ci sono opere in Valdarno che valgono la pena di mettersi in viaggio per scoprire cose rare e belle”... Parola di Vittorio Sgarbi. Il più famoso dei critici d'arte italiani ha avuto parole di apprezzamento per il patrimonio artistico del Valdarno in occasione della sua visita a Montevarchi dove ha preso visione del Museo di Arte Sacra della collegiata di San Lorenzo e del costituendo museo del Cassero per l'arte dell'Ottocento e del Novecento. Vittorio Sgarbi, accompagnato dal direttore artistico dell'associazione di via dei Musei Luca Canonici, dal sindaco Giorgio Valentini e del presidente del Consiglio Comunale Gianluca Monicolini, ha prima visionato il tempietto realizzato da Andrea della Robbia agli inizi del '500 per soffermarsi poi all'interno del Museo del Cassero dove sono già collocate numerose opere di quello che dovrà divenire uno dei maggiori musei italiani della scultura che abbraccia la seconda parte del XIX secolo ed i primi anni del Novecento. Ed è proprio in merito a questo progetto che abbiamo chiesto un parere al noto critico d'arte.
“Sapevo -spiega Sgarbi- di questo museo perché Alfonso Panzetta me ne aveva parlato ma avevo capito che il gruppo di opere e di gessi di Monti avesse anche un collegamento territoriale. Ancora meglio gli eredi di Monti hanno ritenuto opportuno cedere le opere dell'artista a Montevarchi nel progetto che Panzetta ha concepito come un luogo per il museo della scultura tra Otto e Nocevento, con la possibilità di confrontare artisti italiani di varia natura come Monti con artisti locali tra i quali Guerri, che qui ha lasciato più opere. E' un modo per dare visibilità ad un periodo della storia dell'arte che di solito è visibile solo perché indica dei monumenti utilizzati come punto di riferimento geografico. Capita spesso di sentire “ci vediamo sotto al tal monumento...” ma non per guardarne il pregio artistico. Spesso i valori che rappresentano l'Unità d'Italia, nelle piazze, sono testimoniati con sculture che però non si guardano mai come opere d'arte. Portare queste opere dentro ad un museo significa ripensare la scultura tra Otto e Novecento, nel momento della celebrazione dell'Italia Unita, con tutto quello che produce di committenza pubblica e che non è riconosciuto quanto merita dal punto di vista artistico.”
Fulvio Bernacchioni
Tratto dal Corriere di Arezzo
Novembre 2007
Montevarchi (AR) - Vittorio Sgarbi in visita al Museo del Cassero
Novembre 2007
Antichi romani e tombe etrusche
CORTONA (AR) - Le esondazioni del torrente avevano coperto quelle tombe con diversi metri di fango ed è proprio per questo che l'antico sepolcreto etrusco, in prossimità del Melone del Sodo, è arrivato intatto fino ai giorni nostri. L'area archeologica è già nota da decenni per la presenza del famoso altare del etrusco ma non era mai capitato, ha spiegato il professor Fedeli, di ritrovare un'area sepolcrale intatta, non visitata da tombaroli antichi e moderni.
Limportanza scientifica del ritrovamento è attestata dal fatto che sopra alle tombe di epoca etrusca del VI-V sec. a.C. sono state ritrovate delle sepolture di epoca romana; in un caso lo scheletro romano poggiava fisicamente con la testa sopra alla lastra di copertura di una tomba etrusca. Un segno evidente che la necropoli ha avuto una continuità storica che è andata oltre al cambio delle cultura al passaggio dalla civiltà etrusca a quella romana.
Il già ricco patrimonio archeologico di Cortona si arricchisce di un nuovo importante tassello che, grazie ai vincoli urbanistici posti dall'amministrazione comunale, potrà essere studiato, valorizzato ed utilizzato per promozione turistica del luogo.
Laura Bonechi
Guida Turistica
Cortona (AR) - Scavi archeologici al Melone del Sodo
Novembre 2007